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 Progettazione e Realizzazione di Orologi Solari 


Programma di calcolo e progettazione di orologi solari

per Windows Vista/2003/XP/2000/NT/ME/98/95

Versione 2.7

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Novità e storia del programma

 

Novità della versione 2.7.5

   
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Corretto un difetto nell’esportazione dei risultati di calcolo in formato DXF: se nelle Note descrittive del quadrante impostato si andava a capo tra un periodo e l’altro, potevano manifestarsi problemi all’atto della successiva lettura del file, ad esempio con programmi di CAD.
Ora il problema è stato risolto, facendo sostituire automaticamente da Phoebus ciascun carattere di ritorno a capo con uno spazio nel momento stesso della digitazione.

 
 

 

Novità della versione 2.7.4

   
punto elenco

Corretto un errore di programmazione che impediva l’esportazione in formato DXF della lemniscata meridiana: Phoebus, quando si scelgono le lemniscate per correggere il tempo vero in tempo medio, consente sia di disegnarle tutte, sia di disegnare la sola lemniscata meridiana; in questo secondo caso, però, al momento di esportare il disegno dell’orologio calcolato in formato DXF, un difetto del programma impediva che venisse salvata la lemniscata meridiana; invece nessun problema nel primo caso, avendo scelto di disegnare tutte le lemniscate.
Ora comunque il difetto è stato eliminato, ed il programma esporta in DXF sia tutte le lemniscate, sia la sola meridiana, secondo l’opzione selezionata.

 
 

 

Novità della versione 2.7.3

   
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Corretto un difetto d’impostazione che, manifestandosi in condizioni particolari (cioè con orologi assai prossimi alla polarità), causava il blocco del programma. Dopo aver acquisito i dati di input, infatti, e prima di effettuare il calcolo vero e proprio, il programma deve classificare l’orologio come inclinato, o orizzontale, o verticale, o polare, o equatoriale, al fine di utilizzare le routine di calcolo più idonee per ciascun caso ed ottimizzate di conseguenza; in circostanze limite, però, un orologio “praticamente” polare poteva non essere riconosciuto come tale e calcolato invece come generico, cosa giusta in teoria, ma in pratica con formule inadatte a valori estremi, causando errori varii. Ed il punto debole stava proprio lì, nell’individuare la soglia che separa la teoria dalla pratica, cioè nella scelta del criterio più giusto da adottare per la verifica, nel metodo per stabilire quando e quanto un orologio teoricamente non polare lo possa invece essere praticamente.
Se, ad esempio, s’impostava un orologio con lat. 42.8525°, incl. 40.7° e decl. 37.1°, l’eventuale polarità del quadro veniva cercata verificando tra l’altro, com’è noto, l’uguaglianza cos decl. - tan lat. · tan incl. = 0. Nell’orologio d’esempio ciò si traduceva (arrotondando a 4 decimali) in 0.7976 - 0.9277 · 0.8601 = 0, cioè ‑0.0004 = 0, che perciò non verificandosi non classificava l’orologio come polare, bensì (giustamente, in teoria) come inclinato generico, fornendo inoltre per l’elevazione dello stilo un angolo di 0.02° (due centesimi di grado… circa un primo d’arco!), cioè uno stilo ancora impercettibilmente inclinato benché praticamente parallelo al quadro (come in un polare “vero”…), cosa che però portava al calcolo di elementi (lunghezze ed angoli) con valori limite (prossimi a zero o ad infinito), e quindi in sostanza al blocco del programma (non impostato per trattare quelle grandezze in un orologio inclinato generico, faccio notare).
Perciò mi è sembrato chiaro che l’approccio più saggio e giusto (senza dubbio dal punto di vista pratico, ma non poco anche da quello teorico) per eliminare rischi di errori simili fosse quello di rivedere la soglia che stabilisce quando un inclinato estremo prossimo alla polarità lo possa essere a tutti gli effetti: mantenendo, infatti, la validità della verifica dell’uguaglianza di cui sopra come metodo d’analisi, ho scelto di correggerla in questo modo: se |cos decl. – tan lat. · tan incl.| < 0.001 (cioè se il primo membro dell’uguaglianza di cui sopra, in valore assoluto, differisce da zero di meno dell’1‰), allora l’orologio si può considerare polare.
Ora, pertanto, il programma è in grado di trattare nel modo giusto anche quei casi estremi di orologio praticamente polare.

punto elenco

Corretto un errore di programmazione (introdotto accidentalmente con la v. 2.7.0) che impediva la corretta stampa dei risultati di calcolo degli orologi non polari (i tabulati delle coordinate venivano stampati con caratteri apparentemente senza senso, in realtà usando il font sbagliato…). Ora il difetto è stato eliminato.

 
 

 

Novità della versione 2.7.2

   
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Corretta una svista di programmazione (accidentalmente introdotta addirittura con la v. 2.4, e sfuggita ai controlli per oltre due anni!) che consentiva di inserire latitudini oltre i 90° assoluti! Ora il difetto è stato corretto ed il programma riconosce e blocca l’inserimento di latitudini assurde.

 
 

 

Novità della versione 2.7.1

   
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Corretto un difetto che, manifestandosi in condizioni assai particolari, causava il blocco del programma. Se, infatti, si apriva un orologio precedentemente salvato in cui la lunghezza dell’ortostilo e lo spessore delle linee orarie o sub-orarie avessero valori modificati rispetto a quelli dell’orologio prototipo (“Default.pbs”), il programma “impazziva” (con effetti diversi a seconda dei sotto-casi). Ora il difetto è stato eliminato e si possono riaprire orologi d’ogni tipo senza timore.

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Rimossa la funzione di spostamento in avanti tra le schede ed i campi dell’interfaccia col tasto Invio; rimane invece sempre possibile spostarsi attraverso l’interfaccia in avanti/indietro rispettivamente coi tasti Tab/Maiusc+Tab, come nelle versioni precedenti (e secondo lo standard di Windows).

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Snellito il codice: ora il peso dell’eseguibile è sceso sotto ai 900 KB.

 
 

 

Novità della versione 2.7.0

   
punto elenco

Effettuata una generale revisione del codice e riviste tutte le formule di calcolo, per fronteggiare e gestire anche i casi più particolari ed estremi in maniera precisa e rigorosa: è ora possibile, ad esempio, calcolare e disegnare correttamente anche un orologio con un doppio periodo quotidiano di funzionamento, laddove le versioni precedenti di Phoebus entravano in crisi producendo risultati incompleti o addirittura errati.

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Riconsiderata l’importanza della longitudine: mentre prima veniva considerata e salvata (nel formato PBS) solo se effettivamente era necessaria al calcolo dello schema orario (negli orologi ad ore del fuso od in quelli ad ore locali con e.t. localizzata), ed ignorata negli altri casi (negli orologi ad ore locali), ora viene salvata in ogni caso. In questo modo si evita la perdita di quell’informazione salvando un orologio momentaneamente calcolato ad ore locali, che successivamente si può voler ricalcolare ad ore del fuso, come accadeva con le versioni precedenti. Oppure non si corre il rischio di usare, accidentalmente, un valore nullo nel calcolo della declinazione del piano (che appunto richiede il valore corretto della longitudine del luogo) operando su un orologio ad ore locali già salvato come tale. Tutto ciò, naturalmente, non ha alcun effetto sul calcolo degli orologi, e non vuol denunciarne alcun difetto: è solo un ritocco (in meglio!) al modo di archiviare i dati degli stessi (che avviene, ricorda, a calcolo effettuato), che evita il fastidio di perdere un’informazione comunque effettivamente inutile (ripeto che parliamo di orologi ad ore locali).

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Aggiunta un’opzione per nascondere dall’anteprima le linee orarie vere quando sono presenti le curve delle equazioni del tempo o delle lemniscate.

punto elenco

Evoluto (per quanto spiegato sopra) il formato di memorizzazione PBS alla v. 5.

punto elenco

Corretta una svista che impediva il calcolo corretto degli orologi polari ad ore del fuso: quando il programma riconosceva un orologio polare, lo calcolava sempre e comunque ad ore locali, anche se era stata impostata la correzione-fuso. Ora la svista è stata corretta, e tutti gli orologi, compresi i polari, vengono calcolati secondo il riferimento impostato: locale o del fuso che sia.

punto elenco

Risolto un difetto che si poteva manifestare durante l’immissione degli spessori delle linee per il formato DXF. Quando il passo orario è di 60 minuti, la casella dello spessore delle linee sub-orarie si disattiva (giustamente): se in quel caso, col cursore presente in quella dello spessore delle linee orarie, si premeva Invio, si causava il blocco del programma; ora, invece, prememdo Invio, si sposta (com’è ovvio) il focus sul controllo successivo, cioè il primo bottone attivo delle linee diurne.

punto elenco

Modificato un comportamento che si manifestava nelle impostazioni delle correzioni in longitudine e per il tempo medio: se per l’orologio era stata impostata nella correzione in longitudine la presenza dell’equazione del tempo localizzata, e poi si sceglieva una correzione per il tempo medio diversa dall’equazione del tempo, la rimozione dell’equazione del tempo come correzione in longitudine rimuoveva anche l’impostazione ad ore locali, forzando quella del fuso. Ora questo comportamento è stato modificato: se un orologio impostato ad ore vere locali con equazione del tempo localizzata per la correzione-fuso viene successivamente modificato rimuovendo la correzione per il tempo medio con l’equazione del tempo, le ore rimangono locali.

punto elenco

Corretto un comportamento difettoso che si manifestava esclusivamente in modalità demo: se, dopo aver impostato un proprio orologio (sebbene destinato ad essere alterato casualmente prima del calcolo), si sceglieva, invece, di calcolare un orologio contenuto negli esempi interni, e poi si cambiava idea, tornando al proprio orologio, ci si accorgeva di averne perso i dati, irrimediabilmente rimpiazzati da quelli dell’esempio. Ora il programma si comporta come previsto: si può cambiare idea quante volte si vuole, tra orologio proprio ed orologi d’esempio, prima di confermarne il calcolo, senza perdere un solo dato.

punto elenco

Raffinato il disegno delle lemniscate e dell’equazione del tempo, ora tracciate con miglior continuità (specie le prime nelle ore estreme, quando molto deformate), con una definizione raddoppiata rispetto alle versioni precedenti.

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Migliorata la leggibilità nell’output, sia nell’uscita su file TXT e DXF, sia nella stampa su carta.

punto elenco

Consentita la stampa dell’anteprima dell’orologio con orientamento orizzontale del foglio: fino alla versione precedente l’immagine d’anteprima dell’orologio (più larga che alta, riproducendo lo schermo, e perciò mantenendone le proporzioni) veniva sempre stampata col foglio orientato in verticale, anche se nella finestra di dialogo veniva impostato l’orientamento orizzontale, non potendo perciò sfruttare al massimo la superficie del foglio stesso, ma andandone ad occupare circa la metà, e risultando perciò più piccola sulla carta di come ce la si sarebbe aspettata. Ora l’erronea interpretazione dell’orientamento del foglio è stata corretta, e l’anteprima dell’orologio si può stampare sia orientando il foglio in verticale (se comunque lo si preferisce), sia orientandolo in orizzontale.

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Ritoccata l’interfaccia, per mantenere coerenza anche in caso di modifica di elementi varii nelle impostazioni avanzate dell’aspetto dello schermo.

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Corretti difetti minori.

 
 

 

Novità della versione 2.6

   
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Ora è possibile, durante la visualizzazione del disegno d’anteprima dell’orologio calcolato, zoomare sull’immagine istantaneamente, senza dover tracciare una finestra (azione pur sempre consentita, naturalmente): è sufficiente fare un doppio clic al centro della zona che si vuole ingrandire, e quella sarà inquadrata al centro dello schermo ed ingrandita di un fattore 2X.

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Sono inoltre visualizzate, sempre durante l’anteprima, ed in aggiunta alle coordinate cartesiane e polari, le misure della finestra di zoom che si sta tracciando (utili anche come informazione sull’ingombro del quadro che si sta definendo), e quelle dello spostamento durante la panoramica.

punto elenco

Risolto un difetto (comparso con la v. 2.5) nella lettura di orologi salvati, che consisteva nell’errato riconoscimento ora locale/ora del fuso. Naturalmente gli orologi appena impostati venivano correttamente calcolati: il difetto, come ripeto, si manifestava soltanto rileggendo un orologio già calcolato e salvato.

punto elenco

Risolta un’ambiguità nell’espressione delle ore (erroneamente considerata già superata con la v. 2.4), riguardo al separatore di ore e minuti. Nelle versioni precedenti di Phoebus gli orari venivano scritti rispettando le Impostazioni internazionali del Pannello di controllo di Windows, in particolare usando come Separatore il simbolo ivi indicato, per cui gli istanti calcolati dal programma venivano visualizzati, ad esempio, come “Ora sustilare = 11.50”, o come “Ora sustilare = 11,50”, oppure “Ora sustilare = 11:50” ecc.
Be’, mentre sulla terza soluzione (quella che usa come separatore i due punti) non si può dire nulla, le prime due, spesso usate da molti utenti, hanno il difetto di risultare ambigue, visti i simboli che usano per separare i minuti dalle ore, simboli usati cioè normalmente come separatori decimali.
Per questo scrivere “11.50” o “11,50”, che nella normale vita quotidiana non susciterebbe obiezioni, rischia di far pensare, in un programma che usa massicciamente grandezze angolari, espresse anche nella forma gradi.decimali, ad undici ore e cinquanta centesimi, cioè le undici e mezza, mentre in realtà si voleva intendere, ovviamente, le undici e cinquanta minuti.
Così, per farla breve, abbiamo forzato l’uso dei due punti, a prescindere dalle impostazioni di sistema, per non indurre in errore l’utente.

punto elenco

Risolto un difetto nel calcolo di orologi italici e babilonici: in certi casi particolari i punti d’ombra in corrispondenza di linee diurne ellittiche o paraboliche venivano ignorati, rendendo così incompleto lo schema orario (ripetiamo: solo negli italici o nei babilonici, e solo lungo le diurne ellittiche o paraboliche; non nel sistema moderno, né, in alcun caso, lungo le diurne iperboliche o la retta equinoziale, correttamente calcolati); ora naturalmente il problema è stato risolto, e Phoebus calcola correttamente tutti i punti d’ombra, lungo qualsiasi tipo di linea diurna, anche nei sistemi italico e babilonico.

punto elenco

Nel calcolo della declinazione del piano, migliorato l’aggiornamento delle coordinate solari (comunque puramente informative, non essenziali ai fini del calcolo), istantaneamente ricalcolate, al variare della data o dell’ora.

punto elenco

Ancora nel calcolo della declinazione del piano, aggiunto un bottone per il ricalcolo del valore teorico dell’estensione verticale dell’ombra (y), sulla base dei valori di z, di x e di h, qualora, volendolo considerare, lo si sia modificato e lo si voglia recuperare, magari per confrontarlo col proprio, rilevato sulla tavoletta (e valutare meglio un eventuale imprecisione di lettura).

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Migliorata in vari punti la leggibilità dell’interfaccia e la comprensione di alcune informazioni (colori, etichette ecc.).

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Ritoccato ed arricchito l’elenco delle particolarità degli orologi.

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Corretti svariati difetti minori residui.

 
 

 

Novità della versione 2.5

   
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È ora possibile impostare lo spessore delle linee (orarie e suborarie) per il formato DXF: lo spessore viene espresso come percentuale della lunghezza dell’ortostilo (default, rispettivamente, 5% e 3%), e consente così di avere le linee già dello spessore voluto nel disegno da esportare, senza noiose modifiche da dover effettuare poi in ambiente CAD (che comunque sono sempre possibili!).

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Nei risultati di calcolo ora Phoebus visualizza le ore di accensione e di spegnimento del quadrante, dando così una preziosa informazione in più.

punto elenco

È ora possibile scegliere la posizione del sistema di assi cartesiani (al quale si riferiscono tutte le coordinate dei punti d’ombra dell’orologio): spostando l’origine o sulla base dello stilo polare, il cosiddetto punto eclittico (default), o anche sul piede (base dell’ortostilo); questo per venire incontro alle esigenze pratiche di chi preferisce segnare sulla superficie del quadrante la posizione dei punti riferendola all’ortostilo, anziché soltanto all’assostilo (come nelle versioni precedenti).

punto elenco

Per quanto appena detto, ora nei risultati compaiono anche le posizioni (coordinate) del punto eclittico e della base dell’ortostilo in conseguenza dell’eventuale spostamento degli assi cartesiani.

punto elenco

Arricchito, come nei risultati a video, l’output su carta e su file TXT con le particolarità e la posizione del sistema cartesiano.

punto elenco

Aggiunti decine di esempi di calcolo, tratti dai nostri Appunti di gnomonica.

punto elenco

Risolto un fastidioso bug che impediva la visualizzazione dell’anteprima a video del disegno dell’orologio calcolato su Windows 2000 ed XP: ora Phoebus è così compatibile con Windows 95, 98, ME, 2000 ed XP, appunto.

punto elenco

Corretti svariati difetti minori residui.

 
 

 

Novità della versione 2.4

   
punto elenco

È ora possibile (finalmente!) calcolare e disegnare anche orologi per l’emisfero australe: il programma infatti accetta anche latitudini negative; questo per venire incontro agli utenti, soprattutto stranieri, che hanno l’esigenza di progettare orologi in Brasile, Argentina, Australia ecc.

punto elenco

È possibile anche raggiungere il polo (nord o sud), specificando una latitudine di ±90° (prima ci si doveva limitare ad 89.9°), semmai si dovesse costruire un orologio da quelle parti!

punto elenco

Revisionato completamente il motore di calcolo, ora in grado di fronteggiare, oltre alla stragrande maggioranza degli orologi “comuni”, qualunque caso limite, come, ad esempio, orologi all’equatore, siano essi orizzontali (polari), verticali (diretti, cioè equatoriali, e non), o comunque orientati, oppure, come appena detto, orologi al polo, anche qui con qualunque inclinazione e/o declinazione ecc.

punto elenco

Risolta un’inesattezza di calcolo in condizioni geografiche sub-polari (leggi: latitudini oltre i circoli polari, sia artico che antartico): in tali circostanze il programma considerava, inutilmente, curve di declinazione mai percorse dal Sole, o meglio, quelle declinazioni alle quali il Sole non sorge mai (declinazioni circumpolari rispetto al polo dell’emisfero opposto); oppure, al contrario, e più gravemente se si considerano gli orologi ad ore italiche o babiloniche, considerava quelle declinazioni alle quali il Sole non tramonta mai (circumpolari vere e proprie), lavoro altrettanto inutile se non c’è levata né tramonto a cui riferire le ore (in questi casi l’errore si manifestava in tutta evidenza nei grafici, che mostravano le linee orarie “inspiegabilmente” distorte alle estremità, alle declinazioni estreme, appunto).
Adesso il problema è stato risolto, e noterai, nell’impostare le linee diurne da calcolare e visualizzare, che le declinazioni “impossibili” vengono ignorate disabilitando i bottoni corrispondenti (questo controllo vale naturalmente anche per le linee diurne personali: prova ad indicare una data alla quale il Sole non sorge...).
Ora perciò Phoebus si comporta egregiamente anche in queste circostanze: quindi se domani ti telefona il sindaco di Murmansk per affidarti l’incarico di progettare un orologio italico o babilonico per la facciata del municipio, digli pure di stare tranquillo ed assicuragli che gli calcolerai un orologio perfetto!

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Per lo stesso motivo si verificava un problema di presentazione dei risultati nelle effemeridi del Sole, dove gli istanti della levata, del transito e del tramonto, la durata del dì ecc. venivano sempre e comunque calcolati, anche quando non potevano verificarsi (appunto, quando il Sole non sorge o non tramonta), risultando perciò, ovviamente, senza senso.
Ora il difetto è stato corretto ed i risultati delle effemeridi vengono presentati in maniera esatta e coerente.

punto elenco

Risolto un altro problema di presentazione dei risultati nelle effemeridi del Sole, stavolta con latitudini sub-tropicali (leggi: tra l’equatore e i tropici): l’azimut al transito non sempre è 0°; l’altezza non può superare i 90°; le immagini della levata, del transito e del tramonto possono dover mostrare il senso inverso dell’arco diurno. Tutte queste condizioni venivano riportate in modo ambiguo: ora sono presentate in modo corretto.

punto elenco

Corretto un difetto di esportazione in formato DXF.

punto elenco

Aumentata la precisione delle longitudini, sia quella eventuale del luogo, sia quella eventuale del fuso di riferimento: è ora possibile essere precisi fino al decimillesimo di grado anche per le longitudini estreme, come ad esempio -163.5476 (163° 32’ 51” O), che garantisce così, in ogni caso, la precisione del secondo d’arco (ed oltre). Nelle versioni precedenti la precisione sempre garantita, anche per le longitudini estreme, era solo di 3 decimali, equivalenti a qualche secondo d’arco.

punto elenco

Migliorata la gestione della longitudine di riferimento nei file PBS: ora Phoebus la salva proprio come longitudine, anziché come “fuso” (come faceva nelle versioni precedenti), ma garantendo la compatibilità coi vecchi orologi (e convertendo quelli automaticamente): il motivo di questa modifica è stato dovuto principalmente ad un’ambiguità nell’espressione della correzione che si poteva manifestare in alcuni casi particolari (tutto sommato piuttosto rari), dando origine a problemi vari.

punto elenco

Phoebus adesso equipara un orologio ad ore dello stesso fuso ad uno ad ore locali, convertendolo automaticamente: riconosce cioè quando, in un orologio ad ore del fuso, la differenza in longitudine è nulla (inavvertitamente o volontariamente), cioè la longitudine del fuso di riferimento è la stessa del luogo, e quindi l’orologio può ben essere considerato ad ore locali.

punto elenco

Superata la limitazione dei 5 caratteri per l’inclinazione del quadro, portati ad 8. In questo modo ora non solo è possibile impostare, ad esempio, i=-12.53°, mentre prima bisognava limitarsi a -12.5°, ma si può impostare senza problemi qualsiasi orologio equatoriale o polare: ad esempio, con una latitudine di 42.8503°, per calcolare la faccia sud di un equatoriale si può tranquillamente impostare d=0° ed i=-42.8503° (mentre prima bisognava limitarsi ad i=-42.9°, e quindi, per mantenere l’equatorialità, correggere anche la latitudine, arrotondandola a 42.9°).

punto elenco

Corretto l’arrotondamento degli angoli nell’output, nel senso che gli angoli ora vengono accompagnati solo dai decimali essenziali, senza inutili zeri finali: ora se si imposta, ad esempio, una latitudine di 43° tondi, questa viene riportata, su carta e su file TXT, come 43°, mentre prima veniva riportata come 43.0000°, con tutti quegli zeri inutili.

punto elenco

Corretta la grafia dei valori angolari: ora il simbolo dei gradi (°) negli angoli in gradi e decimali viene scritto alla fine (es.: 41.1862°), non più tra la parte intera del valore ed il separatore decimale (es.: 41°.1862).

punto elenco

Ampliato l’elenco delle particolarità degli orologi: ora, a calcolo eseguito, vengono riconosciute ed evidenziate un maggior numero di peculiarità dell’orologio (ad esempio, “In un orologio ad ore locali la retta oraria moderna 6h-18h passa all’incrocio tra la linea d’orizzonte e la retta equinoziale” ecc.).

punto elenco

Adesso Phoebus visualizza subito, a calcolo effettuato, le particolarità dell’orologio, non solo nell’anteprima (la visualizzazione automatica può comunque essere disattivata), ed inoltre le può mostrare in ogni momento, a richiesta, in un’apposita finestra.

punto elenco

Aggiunto qualche motto, e cambiato quello di default, che ora è “POST NUBILA PHŒBUS”.

punto elenco

Migliorata la visualizzazione della posizione del puntatore durante l’anteprima: non più nell’etichetta volante (forse fastidiosa) vicina al puntatore stesso, ma sulla barra del titolo della finestra, e più chiara e comprensibile: ad esempio, “Coordinate cartesiane: (x=250.4; y=-125.9) - Distanza: (-267.6)”.

punto elenco

Risolto un problema di visualizzazione durante l’anteprima con quegli orologi ad ore del fuso in cui la meridiana non compare sul quadrante, in quanto al di fuori dell’intervallo d’illuminazione dello stesso (ad esempio, con Lat.=43°, Lon.=13°, Lon.f=15°, Incl.=0°, Decl.=90°).

punto elenco

Invertito, nell’interfaccia del calcolo della declinazione del piano, l’ordine in cui compaiono la Z (stilo) e la X (ombra).

punto elenco

Ampliata la scelta dei passi orari per l’orologio: da 1 a 60 (!) ogni ora. Se si sceglie di calcolare oltre 6 linee orarie ogni ora, cioè una ogni meno di dieci minuti, il programma (pur consentendolo) crede ad una svista ed avverte l’utente chiedendo conferma.

punto elenco

Ritoccata la guida (inserendo ad esempio una dettagliata descrizione della struttura di Phoebus), aggiunti i bottoni “?” in tutti i riquadri di input disseminati lungo il programma, ed attivato in ogni caso (ad esempio, nelle finestre di messaggio) il richiamo della guida col tasto secondario del mouse o col tasto F1: è così ancora più capillare l’assistenza in ogni fase d’uso di Phoebus.

punto elenco

Attivati i collegamenti web: è ora possibile cliccare sui link che compaiono all’interno di Phoebus, avviando automaticamente il proprio browser di sistema.

punto elenco

Ritoccata l’interfaccia del programma, per renderla più “pulita” e leggibile, ad esempio nascondendo (anziché disattivarli), quando necessario, alcuni bottoni inutili.

punto elenco

Ottimizzato ed alleggerito il codice, spostando all’esterno “zavorre” come le immagini, che appesantivano inutilmente l’eseguibile: ora queste risiedono in appositi file, letti dal programma quando serve.

punto elenco

Ritoccato il formato PBS, ora in versione 4, con cui Phoebus archivia i dati sugli orologi.

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Corretti svariati difetti minori residui.

 
 

 

Novità della versione 2.3

   
punto elenco

È ora possibile (finalmente!) calcolare e disegnare anche orologi ad ore italiche (dirette e inverse) e babiloniche.

punto elenco

In caso di correzione del tempo medio con le lemniscate, è ora possibile calcolare e disegnare la sola lemniscata meridiana, per non affollare il disegno.

punto elenco

Arricchita e riorganizzata la guida, con all’inizio istruzioni-lampo per utenti alle prime armi.

punto elenco

Superata la limitazione dei 66° di latitudine per le località geografiche: è ora possibile specificare latitudini da 0° a 89.9° (dall’equatore fino ad un passo dal polo).

punto elenco

Arricchita la scelta di linee diurne da calcolare e tracciare: ora, oltre alle 7 linee zodiacali e alle 12 mensili, è possibile scegliere anche le linee dei giorni dell’anno in cui il dì duri un numero intero di ore; inoltre sono state raddoppiate le linee personali, passate da 2 a 4.

punto elenco

Arricchita la lista dei motti da cui scegliere, ed aggiunta la possibilità di editarla durante l’uso, e di ordinarla secondo vari criteri: alfabeticamente o per lunghezza (utile in caso di problemi di spazio sul quadrante).

punto elenco

Arricchite le informazioni nei risultati del calcolo: le novità in particolare riguardano le caratteristiche dello stilo, la linea meridiana (sempre considerata ed evidenziata, se visibile) e le linee diurne (tipo di coniche); il tutto, naturalmente, è riportato sia a video, che su carta, che su file di testo (TXT).

punto elenco

Nell’anteprima a video sono state aggiunte le coordinate polari alla visualizzazione volante delle coordinate che accompagna il puntatore, ed il motto; è inoltre possibile passare da un sistema orario all’altro (moderno/italico/babilonico) o visualizzarli insieme; nel sistema moderno è sempre evidenziata la meridiana (se visibile), riconoscibile dal colore rosso; in caso di lemniscate è ora possibile selezionare i colori “stagionali” per i quattro rami di ciascuna lemniscata, per facilitare la lettura; è stata poi notevolmente migliorata la funzione di zoom, essendo ora possibile ingrandire molto di più il disegno e spingersi più in dettaglio negli schemi molto intricati.

punto elenco

Ottimizzato l’output: su carta, per non sprecarne e per velocizzare la stampa (scegliendo di quale sistema stampare i risultati), e su file, sia di testo (TXT) che, soprattutto, di disegno (DXF), nel quale poter controllare ogni elemento dello schema orario grazie alla ricca dotazione di layer.

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Irrobustito il codice, ora più compatto ed efficiente.

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Corretti innumerevoli difetti minori.

 
 

 

Novità della versione 2.2

   
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Razionalizzate l’interfaccia, più ordinata e compatta, e la guida, più ricca e chiara, sensibile al contesto e disponibile in ogni fase e per ogni elemento.

punto elenco

Superato l’obbligo di usare il punto anziché la virgola come separatore decimale: ora il programma accetta indifferentemente l’uno o l’altra, convertendo istantaneamente il simbolo digitato, se diverso da quello in uso nel proprio sistema (come da Impostazioni internazionali in Pannello di controllo).

punto elenco

Superati i limiti di -90° e +90° per la declinazione del piano: ora il piano può essere comunque declinante, da -180° a +180°.

punto elenco

Calcolati e disegnati correttamente tutti i casi particolari di orologi: verticali, orizzontali, polari ed equatoriali.

punto elenco

Aggiunta la possibilità di scegliere le coordinate geografiche da una lista di 103 località “preconfezionate”, senza dover digitare latitudine o longitudine, per rapidi e comodi controlli.

punto elenco

Aggiunta la possibilità di calcolare automaticamente la declinazione del piano, misurando un’ombra in qualsiasi data ed ora (anziché solo all’istante del transito).

punto elenco

Nel calcolo della declinazione del piano dell’orologio il programma ora fornisce anche l’altezza del Sole, oltre all’azimut, per qualsiasi istante della giornata, non più solo al transito (utile, ad esempio, per avere sùbito un’idea della lunghezza di un’ombra).

punto elenco

Aggiunta la possibilità di scegliere quali linee diurne tracciare nel disegno (normalmente tutte e 7 le zodiacali), ed in più di calcolare e tracciare le linee corrispondenti al 1° d’ogni mese e ad un paio di date personali per segnare compleanni, anniversari ecc.

punto elenco

Nell’eventuale correzione all’ora locale non si è più limitati a dover indicare il meridiano di riferimento tramite il semplice fuso orario (1, 2, 3 ecc.), riferito a longitudini standard (0°, 15° E, 30° E ecc.), ma è ora possibile indicare direttamente la vera longitudine di riferimento, qualunque essa sia: ciò è utile in quei casi in cui si sta restaurando un orologio storico che fosse stato tracciato, ad esempio, nelle Marche o in Puglia, ma regolato sull’ora di Monte Mario (12° 27’ E), anziché su quella convenzionale e per noi “ovvia” dell’Etna (15° E).

punto elenco

La correzione in longitudine può ora essere applicata insieme alla correzione per il tempo medio in un’unica soluzione, grazie all’equazione del tempo localizzata.

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Notevolmente migliorata la qualità dell’anteprima del disegno dell’orologio calcolato, ora più ampia e leggibile, sia a video che su carta (specie con stampanti laser o a getto d’inchiostro); inoltre visualizza e stampa, se presenti, le lemniscate e la linea d’orizzonte.

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Migliorato l’uso degli appunti interni per le note descrittive sull’orologio.

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Ottimizzato il codice, ora più efficiente e robusto.

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Corretti innumerevoli difetti minori.

 
 

 

Novità della versione 2.1

   
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Piccoli ritocchi al codice, all’interfaccia ed al formato di archiviazione dei file.

 
 

 

Novità della versione 2.0

   
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Prima versione pubblica: rudimentale ed essenziale.

 
 

 

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