Progettazione e Realizzazione di Orologi Solari


Esempi

Orologio-calendario a Lubriano

Viterbo

La facciata della casa come si presentava prima dell’intervento: spicca vistosa una traccia d’intonaco, forse residuo di un precedente orologio
Nel luglio 2006 ci scrisse una signora da Roma chiedendoci un preventivo per una meridiana da realizzare per una sua casa in campagna, vicino Orvieto.

In allegato all’e-mail ci mandava una foto del casolare, in via di ristrutturazione, sulla cui facciata in pietra spiccava una traccia intonacata tonda di un ipotetico preesistente orologio (fig. 1): intenzione della proprietaria era quella di riproporre sulla base di quella rimanenza d’intonaco un nuovo, semplice quadrante, se effettivamente ve ne fosse stato uno in passato, o realizzarlo comunque, anche in caso contrario.

Accolta con interesse la richiesta, contattammo la signora e concordammo un sopralluogo, per conoscerci, discutere e verificare da vicino la natura di quel residuo, nonché, ovviamente, acquisire i dati (soprattutto inclinazione e declinazione della superficie) necessari al calcolo per il nuovo strumento.

Così, dopo un mese eravamo a Lubriano per avviare le fasi preliminari del lavoro.

Il bozzetto del quadrante che sottoponemmo alla committente per illustrarle l’aspetto e le funzioni dello strumento
Una volta sul posto per prima cosa abbiamo osservato da vicino la superficie d’intonaco che avevamo visto solo in fotografia: neanche da un esame ravvicinato però sono emersi elementi o tracce che potessero confermarne indiscutibilmente la supposta natura cronometrica. Perciò, liberi da vincoli, abbiamo proceduto a discutere del possibile intervento.

Durante il colloquio con la committente, persona gradevolissima e raffinata, le abbiamo illustrato le possibili funzioni che uno strumento solare può svolgere, ed ella ci ha espresso le sue aspettative e le sue richieste, principalmente riguardo allo spirito ed allo stile da dare al manufatto: considerando il contesto, l’ambiente ed il fabbricato, è stato naturale voler mantenere l’impostazione su uno stile semplice, non solo nell’aspetto ma anche nel funzionamento, come si vedrà.

Dunque, completata la visita con le foto di rito ed il rilievo della superficie, siamo rientrati in sede dandoci appuntamento a qualche settimana dopo con una prima proposta progettuale; così abbiamo effettuato il calcolo dello schema cronometrico ed impostato il progetto del quadrante, implementandovi le funzioni concordate con la committenza:

Le ultime due scelte (di rinuncia) rientravano nello spirito che i proprietari avevano scelto di dare all’opera che andavamo a realizzare: quanto di più semplice e naturale possibile, senza aggiunte o fronzoli.

In questo stralcio dell’esecutivo per il fabbro il semplicissimo gnomone d’ottone concepito per lo strumento: sarebbe stato a piastrina forata, funzionando perciò “al negativo”, cioè dando l’indicazione col raggio di Sole passante attraverso il foro centrale (appositamente svasato)
Redigemmo e mandammo perciò alla committente un bozzetto a colori del quadrante (fig. 2) ed una relazione illustrativa molto essenziale, di cui riportiamo uno stralcio:

[…]

[…]

Lo gnomone appena ritirato dall’officina del fabbro
Dopo qualche settimana (l’estate era ormai finita) ricevemmo una risposta dai proprietari che, scusandosi per il ritardo, si dicevano comunque molto soddisfatti della nostra proposta progettuale, sostanzialmente approvandola senza riserve.

Dovendo perciò pensare a come portare avanti il progetto e quindi a pianificare la fase successiva, i committenti si preoccuparono di avvertirci che a causa di impegni vari, il lavoro si sarebbe dovuto rimandare alla primavera successiva, nel 2007, e che perciò ci saremmo risentiti per quell’epoca.

Come prima cosa la proprietaria provvide a far ripristinare dai suoi operai la base d’intonaco che avrebbe accolto il nostro strumento
Preparandoci perciò a “congelare” il progetto, ci salutammo, dandoci appuntamento di lì a qualche mese…

Trascorsero invece due anni e mezzo di imprevisto silenzio da parte della committenza, durante i quali fummo sinceramente preoccupati e finimmo col rassegnarci ad aver perso il lavoro… Così, quando la cliente si rifece viva, nell’aprile 2009, fummo non poco sorpresi (per fortuna piacevolmente) e riprendemmo il discorso da dove l’avevamo lasciato, come se niente fosse.

Perciò concordammo finalmente le modalità operative dell’intervento, da intraprendere nelle settimane successive: la proprietaria, nell’ambito dei lavori di ristrutturazione del casolare (ormai in via di ultimazione, con un elegante giardino con piscina ed ogni comfort), avrebbe fatto ripristinare la superficie intonacata del disco per il nuovo quadrante, che poi sarebbe stato dipinto da lei stessa, valente pittrice; per l’operazione noi avremmo preparato i disegni esecutivi su carta, in scala 1:1, nonché lo gnomone in ottone (fig. 4).

Detto, fatto: qualche settimana dopo la cliente ci informò che il disco intonacato era pronto, tra l’altro comunicandocene il nuovo diametro, di qualche centimetro maggiore del precedente (fig. 5), mentre noi, a nostra volta, le riferimmo che eravamo pronti col materiale di cui sopra, per cui fissammo la data per l’intervento vero e proprio, di lì a pochi giorni.

Così poche settimane dopo tornammo a Lubriano per impostare il lavoro di pittura insieme alla signora e per fissare ovviamente lo gnomone, operazione delicata e vitale per il buon funzionamento dello strumento (fig. 6). Una volta avviato il lavoro pittorico, la nostra presenza non sarebbe stata più necessaria, potendo la committente stessa portare avanti il lavoro da sé (fig. 7).

Dopo aver trasferito con carta carbone lo schema sul disco intonacato, inizia il lavoro di pittura vero e proprio: si noti come sia stato anche fissato nel frattempo lo gnomone, ovviamente posizionato coerentemente al disegno del quadrante, col giusto orientamento
Il lavoro di pittura prosegue: è stata la stessa proprietaria ad occuparsi personalmente dell’operazione, con grande passione e discreto talento

Il quadrante è stato completato: gli sfondi dipinti delle due fasce stagionali (autunno-inverno e primavera-estate) lo fanno funzionare come calendario, le linee continue e più spesse come orologio moderno (ad ore vere locali), mentre quelle più sottili e punteggiate come orologio pseudo-italico (indicando le ore al tramonto)
Lasciammo la cliente completare il lavoro di pittura del quadrante e ci salutammo, con la promessa da parte sua di mandarci le foto del lavoro finito.

Rientrammo così in sede con una soddisfazione nuova e particolare.

Oltre all’aver creato una nuova testimonianza dell’ars gnomonica che tanto ci appassiona, avevamo anche offerto l’opportunità alla stessa committenza di contribuire con le proprie mani a realizzare concretamente qualcosa che tanto aveva voluto.

Dal punto di vista tecnico e “filosofico”, inoltre, quest’orologio-calendario si distingueva da altri nostri lavori per due particolarità.

Non implementava l’uso dell’equazione del tempo, nemmeno in versione standard, per correggere l’ora vera in ora media e/o per compensare la differenza in longitudine tra il meridiano locale e quello etneo, compensazione evitata anche scegliendo di non ruotare le linee orarie moderne, come pure spesso si fa.

Come già detto, questa era stata una precisa scelta dei proprietari, operata nello spirito della massima genuinità del dialogo tra la Natura e l’Uomo.

Lo strumento così ultimato fa bella mostra di sé sulla facciata della casa, forse ereditando il ruolo del suo ipotetico predecessore e svolgendo comunque il compito di scandire il lento fluire del tempo
Come pure non era sembrata necessaria la presenza di un motto, giudicata inutile (non solo esteticamente, dal punto di vista grafico-decorativo), potendo ciascuno esprimere da sé ed interiormente le proprie considerazioni sul significato del tempo e della vita.

Come promesso, dopo alcune settimane ricevemmo le foto dell’opera completata: il dipinto era stato realizzato con grande perizia dalla talentuosa proprietaria (fig. 8) e spiccava così sulla facciata della casa, abbellendo la stessa ed il giardino antistante (fig. 9), come silenzioso testimone dell’incessante trascorrere del tempo.

SCHEDA TECNICA
Luogo Latitudine: 42°38'20.3" N
Longitudine: 12°06'12.1" E
Quadro
Inclinazione: (verticale)
Declinazione: 2.7° E (sud-orientale)
Diametro pannello: 98 cm
Gnomone Tipologia: stilo polare
Lunghezza stilo: 247 mm (ø 8 mm)
Diametro piastrina: 60 mm (foro: ø 10 mm)
Funzioni
  • Orologio ad ore moderne vere locali
  • Orologio ad ore pseudo-italiche
  • Calendario stagionale
Anno 2009

T·A·R·D·A F·U·G·I·T P·I·G·R·I·S
V·E·L·O·X O·P·E·R·A·N·T·I·B·U·S H·O·R·A